lunedì 17 settembre 2018
martedì 29 maggio 2018
PRESENTAZIONE
Anno 2680
12° giorno del mese del
Toro
Sono passati due anni da quando sono stato scelto come
contenitore e portato su quest’ isola.
“L’isola sacra di Farnat ”, che nella lingua antica del mio
popolo vuol dire l’isola sacra dei portatori di sventura..già, perché è questo
che sono diventato..un portatore del male.
Sono stati i Grandi Saggi che hanno voluto me come
successore all’ultimo contenitore, mio nonno.
Mi chiamo Shiido, ho 7 anni e sono un discendente della
casata Momori, una delle prime casate, nonché una delle più nobili e importanti
cofondatrici del villaggio in cui abitavo. Nonostante questo sono stato
esiliato su quest’isola completamente abbandonato e solo, perché in fondo dalla
mia nascita è sempre stato questo il mio destino.
Certo, su quest’isola non mi manca niente; ho cibo e acqua
in quantità.. abito nella casa dove ha
vissuto mio nonno prima di me, e suo nonno prima di lui. Ci sono infinite porte
che nonostante sia qui da due anni non ho ancora avuto modo di aprire per
esplorarne l’interno. La stanza più importante è quella dei Testi Sacri di
Farnat, completi anche di vari diari e resoconti di chi mi ha preceduto.
Ho avuto modo di leggerne qualcuno e tutti hanno alcune
pagine nelle quali vengono descritte le medesime cose. Tutti con lo stesso marchio, un segno riconoscibile che
ci portiamo dietro dal giorno in cui diventiamo “ Ahrat” ovvero contenitori e
veniamo esiliati lontano dai nostri cari, dai nostri affetti, dal nostro popolo
e dal mondo intero.
Già perché quello che abbiamo dentro di noi è instabile, fa
paura e nessuno ci vorrebbe vicino.
“Ryoubi “. Questo è come lo chiamiamo. Nella lingua antica
significa”demone inquieto”.
Noi siamo chiamati a farlo tacere opprimendolo nel nostro
corpo affinchè non faccia del male al mondo.
Se stai leggendo questo diario vuol dire che sei il nuovo
Ahrat. Non sarà facile, ma non dimenticare mai la missione che il nostro popolo
ha affidato noi.
-Shiido-
giovedì 8 febbraio 2018
sabato 20 gennaio 2018
RACCONTI D'INFANZIA pt.1
RACCONTI D’INFANZIA
pt.1
Quand’ero bambino, vi parlo dei tempi delle elementari, come
tutti i bambini ho attraversato varie fasi.
Una di queste riguardava quello che avrei voluto fare da
grande. Un giorno, a scuola, stavamo studiando il medioevo con la maestra
Elena, la maestra più temuta dall’intera classe. Quando entrava lei, tutti noi
che un secondo prima stavamo facendo la guerra mondiale, lanciandoci di tutto,
tra cancellini sporchi di gesso a borsellini pieni di matite colorate che nel
loro tragitto aereo ,dato che il portamatite era aperto, uscivano fuori provocando una pioggia color arcobaleno di
matite colorate miste a temperamatite e gomme da cancellare, non poche volte,
si vedevano volare anche cestini della spazzatura o zaini. Quest’ultimi molto
volentieri schizzavano fuori dalla finestra che era un piacere.
Però, appena entrava in classe la maestra Elena; tutti
eravamo in rigore silenzio, non una parola usciva dalle nostre bocche se non:
BUONGIORNO, MAESTRA! In coro, manco
fossimo l’antoniano dello zecchino d’oro.
Come dicevo prima, in queste lezioni di storia sul medioevo,
che mi affascinava e tutt’ora continua ad affascinarmi; tra castelli,
cavalieri, giullari,re e regine , insomma tra tutte queste figure una in
particolare,che raramente viene presa in considerazione,a me aveva colpito : il
CANTASTORIE.
(che non è il giullare di corte, sia chiaro! eh,no!)
Il cantastorie era quello che andava in giro di paese in
paese a raccontare miti e leggende mischiate a imprese vere di cavalieri che
uccidevano draghi, di principesse in pericolo, di vittorie di guerre ottenute
all’ultimo respiro. Pensai che fosse davvero bello raccontare storie e far
divertire grandi e piccini usando solo l’immaginazione e inventando mischiando
la realtà.
Questa fase durò un bel po’ di tempo, almeno fino a quando
trovai un altro lavoro che credevo fosse interessante e affascinante, ma questa
è un'altra storia.
Nonostante siano passati ormai parecchi anni da quando ero
quel bambino spensierato e un po’ stupidotto che voleva fare il cantastorie,mi
accorgo che oggi in qualche modo è quello che sto provando a diventare.
Chi scrive e disegna fumetti , è un po’ un cantastorie. Tutti
e due raccontano storie, che siano d’avventura o romantiche o di qualsiasi
altro genere, tutti e due raccontano delle gesta dei loro protagonisti esaltandoli
facendoli diventare dei miti. Uno raccontava facendo usare l’immaginazione alle
persone, l’altro racconta anche attraverso le immagini. Credo siano molto
simili.
Nonostante tutti questi anni, alla fine senza quasi
rendermene conto, sto ancora cercando di diventare un cantastorie e non solo un
fumettista.
martedì 9 gennaio 2018
sabato 23 dicembre 2017
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